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M&A in calo nel 2020 per l'impatto del COVID-19, aspettative positive per il nuovo anno

M&A in calo nel 2020 per l'impatto del COVID-19

Mercato M&A in Italia nel 2020: il rapporto KPMG.

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Max Fiani

Partner, KPMG Advisory

KPMG in Italy

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  • Nel 2020 830 operazioni (-24% rispetto al 2019) per 35 miliardi di euro di controvalore (-34%)
  • La pipeline per il prossimo anno registra livelli record

 

Il mercato italiano M&A chiude in calo un anno molto complesso, su cui la Pandemia ha avuto un impatto rilevante. La situazione di emergenza sanitaria ha infatti rallentato le operazioni, determinando una contrazione sia in termini di numero di operazioni (830 contro le 1.085 del 2019), sia come controvalore complessivo (34,5 miliardi di euro contro i 52,4 miliardi del 2019).

Guardando al futuro, l’outlook per il nuovo anno è invece positivo. Per Max Fiani, Partner KPMG e curatore del rapporto M&A, “Gli attori del mercato M&A si sono adattati piuttosto rapidamente a quello che è definito il new normal ed a seguito di un comprensibile periodo di assestamento hanno saputo cogliere le opportunità che il mercato italiano, forte delle sue eccellenze, continua a presentare. Il 2020 sarà ricordato come un annus horribilis, ma la pipeline per il 2021 ci impone di essere più che mai fiduciosi in merito allo stato di salute dell’M&A italiano. Eventuali ulteriori sviluppi sul fronte vaccini ed un rallentamento dell’emergenza potrebbero fornire una ulteriore spinta al mercato”.

La direzione degli investimenti

Protagonisti in negativo del 2020 sono stati gli investimenti di società estere in Italia: solo 200 operazioni per un controvalore complessivo inferiore ai 6 miliardi di euro. Lo scorso anno erano stati il triplo pari a 18 miliardi di euro, in linea con quanto registrato negli anni precedenti. Nessuna operazione in ingresso ha superato il miliardo di euro. Tra le operazioni più interessanti da un punto di vista industriale, si segnala l’OPA di successo promossa su MolMed, (240 milioni di euro di controvalore) azienda biotecnologica partecipata da Fininvest, focalizzata su ricerca, sviluppo, produzione e validazione clinica di terapie geniche e cellulari per la cura del cancro, da parte del colosso giapponese del vetro AGC, già attivo nel campo delle biotecnologie. In mani britanniche è passato invece lo storico marchio vicentino, LAICA azienda specializzata nella produzione di piccoli elettrodomestici per la salute e il benessere della persona e di apparecchiature per il trattamento dell’acqua, che è stata acquisita da Strix Group, società leader nella progettazione, produzione e fornitura di controlli di sicurezza per bollitori e altri sistemi di riscaldamento dell’acqua e dispositivi di controllo della temperatura, per 31 milioni di euro.

Una forte crescita invece hanno registrato, in termini di controvalore, le operazioni domestiche, con circa 16 miliardi di euro complessivi di controvalore (+18% rispetto ai 13 miliardi di euro dello scorso anno), nonostante una riduzione di circa il 16% nel numero di operazioni: 480 (erano state 571 nel 2019). Molte tra le operazioni più importanti appartengono al settore dei servizi finanziari: l’acquisizione di UBI Banca da parte di Intesa Sanpaolo, per un controvalore di circa 4 miliardi di euro; l’ingresso di Assicurazioni Generali in Cattolica (300 milioni di euro per il 24,5% del capitale), che potrebbero dare il via a nuove aggregazioni settoriali.

Si sono registrati spunti interessanti anche in altri settori: a partire dall’editoria, dove la cassaforte della famiglia Agnelli Exor ha rilevato la maggioranza di GEDI (la Repubblica, L’Espresso, National Geographic, Limes, Micromega e le Guide de L’Espresso), fino all’energy, dove Snam ha finalizzato per 332 milioni di euro l’acquisizione di una partecipazione pari al 49,07% del capitale sociale di OLT Offshore LNG Toscana S.p.A., la società proprietaria del terminale di rigassificazione offshore situato a circa 22 km al largo della costa toscana tra Livorno e Pisa. Barilla ha acquisito lo stabilimento di Pasta Zara a Muggia (Trieste), uno fra i più grandi al mondo nel settore della pasta.

Si conferma sui livelli dello scorso anno, l’attività di finanza straordinaria delle società italiane oltre confine: oltre 13 miliardi di euro di investimenti complessivi, seppur concentrati in un numero minore di transazioni (134 nel 2020, contro le 197 del 2019).

Oltre 5 miliardi di euro è valsa l’operazione di consolidamento tra INWIT ed il business delle infrastrutture per telecomunicazioni (c.d. torri) di proprietà di Vodafone in Italia, che ha visto successivamente l’ingresso del fondo francese Ardian nel capitale, rilevandone una quota complessiva pari a circa il 14,8%, per 1,6 miliardi di euro. Rilevanti anche gli investimenti di Assicurazioni Generali, che oltre i confini nazionali ha acquisito, tra le altre, Seguradoras Unidas ed AdvanceCare da Apollo Global Management per un importo complessivo pari a circa 600 milioni di euro, operazioni finalizzate nei primi giorni dell’anno. Ha scelto il Sudamerica invece il gruppo Atlantia che, tramite la partecipata Abertis, ed in partnership con GIC, ha acquisito la maggioranza di Red de Carreteras de Occidente (RCO), società concessionaria che gestisce 876 km di rete autostradale nel corridoio industriale tra Città del Messico e Guadalajara.

Settori

A livello settoriale, il maggior contributo in termini di controvalore è attribuibile al segmento financial services, che, oltre alle già citate operazioni Intesa Sanpaolo - UBI Banca Generali - Cattolica, ha visto Nexi concludere un’importante operazione industriale con Intesa SanPaolo ed annunciare le operazioni di fusione con SIA e con la danese Nets, che daranno vita, una volta completate, al più importante player europeo nel settore dei pagamenti.

Il Consumer Market si è confermato invece il segmento più prolifico in termini di numero di operazioni, che sono state 242 nel 2020. Bene il farmaceutico, con acquisizioni all’estero finalizzate da Menarini ed Angelini negli Stati Uniti e l’acquisizione di LDO da parte di Opocrin nel segmento della produzione di eparina.

Non si ferma la campagna di acquisizioni delle aziende di proprietà di Famiglie Italiane: Gi Group, prima multinazionale italiana del lavoro presente in oltre 40 paesi, ha concluso nel corso del 2020 importati acquisizioni all’estero tra cui CareerArc (Intoo Usa), Kelly Services Brasil, Work Service e il Gruppo Norte HR in Spagna; FILA Fabbrica Italiana Lapis ha acquisito il marchio Arches (fine art); il gruppo Campari nel corso del 2020 ha portato a termine: l’acquisizione del 100% del distributore francese Baron Philippe de Rothschild France Distribution S.A.S, l’acquisizione del 49% di Tannico, azienda leader di mercato nelle vendite online di vini e premium spirit in Italia e l’acquisizione dell’80% del capitale di Champagne Lallier SARL

IPO

Il mercato dei capitali nel corso del 2020 ha registrato una sola IPO diretta sul segmento MTA, con la multinazionale tascabile con radici emiliane GVS, leader mondiale nel campo della filtrazione di sicurezza con applicazioni nell’healthcare, life sciences ed automotive, che ha raccolto circa 570 milioni di euro in una operazione che ha riguardato il 40% del capitale sociale.

Sono state 19 le nuove ammissioni sul segmento AIM. Alle 17 IPO (circa la metà rispetto alle 35 del 2019) si aggiungono le business combination di Franchi Umberto Marmi con il veicolo The SPAC e di Industrie Chimiche Forestali (ICF) con Equita-Pep SPAC.

La raccolta complessiva pari a circa 700 milioni di euro (lo scorso anno si era arrivati a 2 miliardi di euro).

In linea con gli ultimi anni, sono stati registrati 4 passaggi dal segmento AIM al mercato MTA, a conferma della utilità del segmento come primo approccio ai mercati regolamentati da parte di società di media dimensione. A compiere il grande passo sono state Neodecortech (produzione di carte decorative), Sicit Group (produzione di concimi), Somec (realizzazione di grandi progetti chiavi in mano nell’ambito civile e navale) e Pharmanatura (nutraceutica e farmaceutica)

Rallenta invece l’utilizzo dello strumento SPAC, tenuto conto delle difficoltà riscontrate nel mercato dei capitali. Nel corso del 2020, l’annunciata business combination tra Spactiv e Betty Blue (marchio Elisabetta Franchi) è stata annullata per eccesso di recessi e le SPAC VEI1 e Gabelli Value for Italy si sono sciolte a seguito della mancata identificazione di target ideali da accompagnare in Borsa. 

Private Equity

I fondi di Private Equity hanno continuato ad essere molto attivi, confermando il loro ruolo fondamentale nel consolidamento e nello sviluppo delle aziende del nostro Paese. Nel corso del 2020 hanno completato 123 acquisizioni; 230 è invece il numero complessivo di operazioni che hanno visto il coinvolgimento di un fondo di Private Equity, se si considerano anche le transazioni in cui i fondi hanno agito in qualità di venditori e gli add-on sulle società già detenute.

Con riferimento alle 123 acquisizioni, 44 sono state completate da operatori esteri; le rimanenti 79 da fondi italiani (di cui 7 su società target estere).

Tra i soggetti più attivi si segnala Mandarin Capital, che ha concluso 5 acquisizioni, investendo nel settore del caffè (Yespresso, Daroma), negli accessori moda (ABC Morini), nell’hair care (Nuova Fapam) e nel biomedicale (Sidam).

Operazioni di grande rilievo quelle completate da BC Partners, che ha acquisito la pasticceria Bindi all’inizio dell’anno e sta finalizzando, in partnership con la famiglia Vacchi, il delisting della bolognese IMA, a 25 anni dalla quotazione, in una operazione che ne valorizza il 100% del capitale sociale quasi 3 miliardi di euro.

Pipeline

Le notizie migliori di questo 2020 vengono dalla pipeline di operazioni annunciate, ma non ancora finalizzate nel corso dell’anno. Con oltre 75 miliardi di controvalore, infatti, si presume che il 2021 possa segnare il ritorno del mercato M&A verso i livelli del 2018 (90 miliardi di euro) provando ad avvicinarsi agli anni record 1999-2000 (rispettivamente con 145 miliardi di euro e 129 miliardi di euro), teatro delle grandi fusioni bancarie sul territorio nazionale e dell’ingresso in Italia di grandi player dall’estero.

L’operazione più rilevante è sicuramente la fusione tra FCA e PSA, che darà vita a Stellantis, il cui controvalore complessivo sarà pari ad oltre 22 miliardi di euro. Dall’integrazione nascerà il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi.

Particolarmente interessanti gli sviluppi nel settore infrastrutture, con la possibile acquisizione di Autostrade da parte di un consorzio tra Cassa Depositi e Prestiti ed i fondi internazionali Blackstone e Macquarie. Diverse le operazioni collegate al piano di digitalizzazione della nazione, che vedranno la stessa Macquarie acquisire una quota compresa tra il 40 ed il 50% di Openfiber ad un prezzo superiore ai 2 miliardi di euro, ed i fondi KKR e Fastweb affiancare TIM nello spin-off della rete Fibercop in un’operazione da circa 4,7 miliardi di euro. Prosegue inoltre il risiko delle torri di trasmissione con Cellnex (controllata dal gruppo Edizione) pronta ad investire circa 10 miliardi di euro per rilevare un network europeo di 24.600 torri da CK Hutchinson.

C’è attesa anche per la finalizzazione delle operazioni di fusione tra Nexi-Sia e Nets, con controvalori in gioco per complessivi 10,5 miliardi di euro.

Operazioni di minoranza importanti quelle che vedono gli ingressi del fondo svizzero Partners Group in Telepass (con il 49% valorizzato circa 1,5 miliardi di euro) e del consorzio CVC-Advent-FSI nella media company creata dalla Lega Serie A per la gestione dei diritti televisivi (il 10% è stato valorizzato 1,7 miliardi di euro).

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