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Il mercato M&A alla prova del COVID-19

Il mercato M&A alla prova del COVID-19

I dati del rapporto KPMG su fusioni e acquisizioni in Italia nel primo trimestre 2020.

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Maximilian Peter Fiani

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  • Chiuse 231 operazioni per un controvalore di 9,2 miliardi di Euro (nel primo trimestre del 2019 erano 213 per 6,6 miliardi).

I dati relativi al primo trimestre del mercato italiano M&A non sono stati ancora influenzati pienamente dall’emergenza della pandemia COVID-19.

Nel primo trimestre 2020 sono state formalmente chiuse in Italia 231 operazioni (18 in più rispetto ai primi tre mesi del 2019) per un controvalore complessivo di circa 9,2 miliardi di Euro, in forte crescita rispetto ai 6,6 miliardi di controvalore del primo trimestre dello scorso anno (+40%).

Bisogna tuttavia sottolineare che circa l’80% del controvalore totale è concentrato nelle dieci principali operazioni. Particolarmente rilevante l’apporto della finalizzazione dell’operazione di fusione tra Inwit ed il business legato alle torri di trasmissione di Vodafone (pari 5,3 miliardi di Euro). L’operazione dà vita al più grande operatore del settore in Italia, con la mission di supportare Tim e Vodafone Italia nella realizzazione del nuovo network per lo sviluppo del 5G.

Per Max Fiani, Partner, KPMG – Corporate Finance: “Sembra fuori luogo commentare dati positivi. È pur vero che l’anno sembrava partito bene e lasciava ben sperare. Però già a marzo abbiamo avuto un primo chiaro segnale di rallentamento con sole 50 operazioni finalizzate e diversi processi che sono stati congelati, rinviati o cancellati”.

Occorre in particolare rilevare il dato relativo alle operazioni domestiche: ben 127, in crescita del 26% rispetto alle 101 dello stesso periodo dello scorso anno. Particolarmente attiva la famiglia De Benedetti, che ha finalizzato la tanto attesa semplificazione della struttura delle holding di famiglia tramite la fusione tra la finanziaria Cofide ed il Gruppo CIR e successivamente negoziato la cessione del controllo del gruppo GEDI - il primo editore di quotidiani in Italia (La Repubblica, La Stampa e 13 testate locali, L’Espresso, e le 3 emittenti nazionali, tra cui Radio Deejay ) – ad Exor, cassaforte della famiglia Agnelli, operazione quest’ultima non ancora formalmente finalizzata. Importante è stato il contributo al mercato M&A nazionale anche del Gruppo Iren, che ha ceduto a Snam una partecipazione pari al 49,07%, del capitale sociale di OLT Offshore LNG Toscana S.p.A., titolare di un terminale di rigassificazione del gas naturale liquido sito nel Mare Tirreno, per un controvalore pari a 332 milioni di Euro, ed acquisito l’80% di I.Blu Srl, che opera nel recupero di rifiuti plastici con due centri di selezione secondaria in Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna (controvalore dell’operazione: 16 milioni di Euro).

Ammontano a soli 1,2 miliardi di Euro gli investimenti esteri in società italiane o da esse detenute (contro i 2,4 miliardi del primo trimestre 2019), per un totale di 63 transazioni. Particolarmente elevata è risultata l’attenzione di operatori esteri verso società in difficoltà: Astaldi, nell’ambito della procedura concordataria, ha venduto a IC Ictas Sanayi ve Ticaret A.S. (Ictas) la sua quota nella società concessionaria per la realizzazione e gestione della Northern Marmara Highway, meglio nota come Terzo Ponte sul Bosforo, per 285 milioni di Euro; è stata inoltre finalizzata la cessione della divisione Oil&Gas del Gruppo Trevi al gruppo ingegneristico indiano Meil per 116 milioni di Euro.

Le 41 operazioni finalizzate da società italiane all’estero valgono 6,6 miliardi di Euro (2,9 miliardi in 52 operazioni nei primi tre mesi 2019). Oltre alla già citata operazione tra Inwit e Vodafone, ancora una volta, le operazioni cross border-out sono state territorio di tanti nomi noti, i c.d. serial acquirer. Il Gruppo Campari ha perfezionamento l’accordo per l’acquisizione del 100% del capitale del distributore francese Baron Philippe de Rothschild France Distribution S.A.S. (60 milioni di Euro); il Gruppo FILA ha rilevato dai finlandesi Ahlstrom-Munksjö Oyj il marchio Arches, specializzato nella produzione e distribuzione di carta per arti creative (44 milioni di Euro); Amplifon ha ampliato la copertura del mercato australiano acquisendo la società Attune Hearing, con il suo network distributivo di 55 negozi (34 milioni di Euro).

Solo una matricola è sbarcata in Borsa nel primo trimestre, con la raccolta di 5,7 milioni di Euro da parte del provider laziale di infrastruttura in fibra ottica (FttH) e radio (Fixed Wireless Access) per il mondo TLC sul mercato AIM. Per il prossimo futuro resta da capire se sarà confermata o meno l’IPO del provider di soluzioni di pagamento digitale SIA.

In attesa di capire come l’emergenza sanitaria impatterà sui fondamentali dell’economia globale e italiana, è importante sottolineare come la pipeline di operazioni annunciate ma non ancora finalizzate sia piuttosto solida, superando i 20 miliardi di controvalore, al netto della prospettata fusione tra FCA e Peugeot, che potrebbe essere finalizzata nel 2021. Tra le altre, si citano l’acquisizione di GrandVision da parte del Gruppo EssilorLuxottica (7,1 miliardi di Euro), che è in attesa di benestare da parte delle autorità antitrust; la cessione da parte di Intesa delle attività di merchant acquiring a Nexi (1 miliardo di Euro) e l’offerta pubblica di scambio lanciata dalla stessa Intesa per l’acquisizione di UBI Banca (4,1 miliardi di Euro).

Stimiamo un forte rallentamento del mercato nel primo semestreprecisa ancora Fiani - tuttavia, con la prevedibile discesa prezzi degli asset, ci saranno anche diverse opportunità, sia per investitori di natura finanziaria sia per operatori industriali solidi. Molte aziende di dimensioni medio piccole potrebbero risentire della carenza di liquidità, innescando processi di consolidamento in diversi settori produttivi”.

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