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Il mercato del venture capital nel primo trimestre del 2019

Il venture capital nel primo trimestre del 2019

Nel primo trimestre del 2019 gli investimenti di venture capital a livello globale hanno registrato un moderato calo, attestandosi a 53 miliardi di Dollari. I principali risultati del rapporto trimestrale KPMG ‘Venture Pulse Q1 2019’.

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A livello globale, gli investimenti dei venture capital nel primo trimestre del 2019 si attestano a 53 miliardi di Dollari, un valore in calo rispetto alla cifra record di oltre 70 miliardi di Dollari del quarto trimestre del 2018. Parallelamente si riduce il numero di operazioni concluse, per il quarto trimestre consecutivo: solo 2.657 operazioni, il valore più basso da ben 31 trimestri.

Sui risultati del periodo pesa soprattutto la flessione degli investimenti cinesi, in netto calo da 10,1 miliardi di Dollari nel quarto trimestre del 2018 a 5,8 miliardi nel primo trimestre del 2019, soprattutto a causa dell’assenza di megadeal.

In Asia sono drasticamente diminuiti gli investimenti, passati dai 16,9 miliardi di Dollari del quarto trimestre del 2018 ai 13 miliardi del primo trimestre del 2019. Anche il numero delle operazioni ha proseguito il trend discendente iniziato nel terzo trimestre del 2018.

Gli investimenti statunitensi ed europei, invece, sono rimasti relativamente stabili rispetto al trimestre precedente. Negli Stati Uniti, in particolare, il controvalore delle operazioni ha continuato ad aumentare nel primo trimestre del 2019, raggiungendo quota 32,6 miliardi di Dollari, il secondo risultato trimestrale più alto degli ultimi sette anni. Si osserva lo stesso trend nell’intero continente americano dove gli investimenti sono rimasti elevati.

La Top10 delle operazioni concluse nel primo trimestre del 2019 vede una sostanziale prevalenza di deal statunitensi. Tra le principali operazioni si segnala quella del valore di 5 miliardi di Dollari nella società The We Company, provider statunitense di spazi condivisi per startup tecnologiche, e quella di 4,5 miliardi di Dollari in Grab Taxi, piattaforma che offre servizi di ‘ride hailing’ e logistica attraverso app mobile, con sede a Singapore.

Digital Banking, Fintech e Artificial Intelligence sono i segmenti che potranno attrarre il maggior interesse da parte degli investitori nei prossimi mesi. Molte banche digitali e challenger bank hanno guadagnato una posizione consolidata nei rispettivi mercati nazionali e stanno valutando l’opportunità di espandersi all’estero. Gli Stati Uniti sono il mercato di maggior interesse per le challenger bank europee, con Revolut, N26 e Oak North che mirano ad espandersi nel mercato nordamericano.

Anche il segmento delle Fintech registra una buona vivacità, con i player più affermati che iniziano ad affacciarsi sul mercato globale, con un conseguente possibile incremento dell’attività di M&A per consolidare le posizioni e guadagnare quote di mercato.

Ma è l’Artificial Intelligence a rappresentare uno dei segmenti di maggior interesse per gli investitori a livello globale. L’applicabilità di queste tecnologie è estremamente ampia e spazia dal settore manifatturiero al retali, dai servizi finanziari alla sanità.

Il mercato del venture capital in Europa

In tutte le aree geografiche si è osservata una flessione nel numero di deal, una tendenza particolarmente marcata in Europa, con una riduzione da 882 operazioni nel quarto trimestre del 2018 a 487 operazioni nel primo trimestre del 2019, il dato trimestrale più basso dalla fine del 2010. Gli investimenti complessivi, invece, hanno raggiunto i 6,5 miliardi di Dollari nel primo trimestre del 2019, un valore di poco inferiore rispetto al record stabilito nel quarto trimestre del 2018. Nei primi tre mesi del 2019 il controvalore degli investimenti europei è stato sostenuto da ben dieci operazioni later stage, rispetto alle sei del quarto trimestre del 2018.

L’andamento del mercato del venture capital nei primi mesi del 2019 è stato probabilmente influenzato dall’incertezza geopolitica e dalle tensioni commerciali legate alla Brexit. Nonostante il crescente livello di incertezza, molti paesi in Europa hanno registrato un significativo interesse da parte dei venture capitalist.

Le dieci principali operazioni in Europa di questo trimestre si sono concluse in sei paesi diversi, di cui tre in Germania (N26 con 300 milioni di Dollari, BioNTech con 211,5 milioni di Dollari e Wefox con 125 milioni di Dollari), due in Francia (Doctolib con 174,8 milioni di Dollari e Ynsect con 128,2 milioni di Dollari) e due nel Regno Unito (Ovo Energy con 281,6 milioni di Dollari e Iwoca con 195,6 milioni di Dollari). Le altre tre operazioni sono state concluse in Finlandia, Svizzera e Israele.

Un altro grande record per gli ‘unicorni’

A livello globale il primo trimestre del 2019 ha visto la nascita di 23 nuovi ‘unicorni’, startup che valgono più di un miliardo di Dollari, distribuite in diversi settori di attività. Gli Stati Uniti guidano la classifica con 15 nuovi unicorni, tra cui Nuro e Aurora nel settore automotive, Flexport nella logistica e Health Catalyst e 10x Genomics nel settore salute e biotech. Al secondo posto la Cina, dove si segnalano Danke Apartment, Horizon Robotics, la società di logistica Yimidada e 360 Enterprise Security Group. Tra gli altri unicorni nati nei primi mesi del 2019 ricordiamo Airwallex in Australia, Delhivery in India, Doctolib in Francia e N26 in Germania.

Quattro nuovi unicorni sono operatori fintech (Airwallex, Marqeta, Chime e N26), un numero in costante crescita e che testimonia la rapida maturazione del settore fintech, sia negli Stati Uniti, sia a livello globale.

Attese nuove IPO

Nel primo trimestre del 2019 le borse negli Stati Uniti, in Europa e in Asia hanno registrato performance relativamente buone, segnando un moderato recupero rispetto all’instabilità degli ultimi mesi del 2018, nonostante le sempre maggiori preoccupazioni per le sfide geopolitiche e le tensioni commerciali (Brexit).

Dopo aver atteso per anni, alla fine del 2018 diversi unicorni hanno scelto la quotazione. Nel 2018 si è registrato un record nel numero di IPO di unicorni, una tendenza che sembra confermata anche nel 2019, guidata dalla recente quotazione di Lyft, unicorno tecnologico della Silicon Valley attivo nel settore dei trasporti.

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