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Nel 2020, l’80% delle imprese N100 (le prime 100 aziende per fatturato in ciascuno dei 52 paesi presi in analisi) hanno svolto un report sulla sostenibilità delle proprie attività, in crescita rispetto al 75% dell’ultima edizione del 2017. La percentuale si alza al 96% tra le G250 (le 250 principali aziende per fatturato presenti nel ranking ‘Fortune 500’ del 2019).

Sono i dati che emergono dall’undicesima edizione del ‘Survey of Sustainability Report’ di KPMG, la ricerca che raccoglie e analizza i report di sostenibilità di 5.200 imprese in 52 paesi del mondo. Le statistiche nello studio sono divise per due campioni analizzati: gli N100, che comprende tutte le 5.200 aziende, e i G250.

I temi più frequenti nei report di sostenibilità sono i rischi legati al cambiamento climatico (segnalato dal 40% delle imprese) e alla riduzione delle emissioni di carbonio, i rischi legati alla perdita delle biodiversità e gli obiettivi di raggiungimento degli SDGs (Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite. 

La ‘Survey of Sustainability Report 2020’

La ricerca sulla rendicontazione di sostenibilità di KPMG fornisce uno sguardo dettagliato sulle tendenze globali in materia di sustainability report e offre approfondimenti dedicati a business leader, board decisionali e professionisti della sostenibilità.

Lo scopo è quello di supportare i responsabili dell’analisi e della reportistica di sostenibilità all’interno delle imprese, fornendo spunti e mostrando i trend in atto nelle principali imprese a livello globale. L’indagine offre anche insight e approfondimenti a investitori, asset manager e agenzie di rating che oggi sempre più considerano il livello di sostenibilità e il rispetto dei parametri ESG (Environmental, Social and Governance) come informazioni rilevanti per valutare il rischio e le prestazioni di un’azienda.

Report di sostenibilità: dati e trend

La ‘Survey of Sustainability Report 2020’ si focalizza sull’analisi quattro aspetti chiave del reporting di sostenibilità:

  • i principali trend globali nella rendicontazione di sostenibilità;
  • l’analisi dei rischi legati al cambiamento climatico e alle emissioni di carbonio;
  • l’analisi dei rischi collegati alla perdita delle biodiversità;
  • le azioni messe in atto per il raggiungimento degli SDG.

I tre paesi in cui si raggiunge il più elevato tasso di imprese che svolgono report di sostenibilità sono Giappone, Messico e Malesia, con i primi due che arrivano al 100% (nel 2017 erano rispettivamente a 99% e 90%) e la Malesia al 99%. Gli USA sono al quinto posto (98%), mentre la Svezia – prima tra le nazioni europee – si classifica sesta (98%, in forte crescita rispetto all’88% della scorsa edizione). L’Italia si attesta invece al 19esimo posto con l’86% (era all’80% nel 2017), superando il Brasile e fermandosi appena dietro all’Olanda.

Il GRI (Global Reporting Initiative) si conferma lo standard più utilizzato per misurare le metriche di sostenibilità aziendale: compare nel 67% dei report delle N100 e nel 73% dei report delle G250. 

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