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L’impatto della pandemia di COVID-19 ha avuto un forte impatto sul settore manifatturiero, modificando le priorità nelle agende decisionali e portando in primo piano nuove sfide.

Nei prossimi tre anni, secondo i CEO del settore, la principale minaccia per il manufacturing è legata alla gestione della supply chain. La priorità diventa quindi lo sviluppo di nuovi modelli nelle catene di fornitura, che siano resilienti ed in grado di rispondere ad eventuali shock sistemici.

Per fronteggiare questa difficoltà, una delle leve più importanti è la diffusione di tecnologie digitali. In questi mesi, le aziende hanno investito – e stanno tuttora investendo – in numerose tecnologie che stanno accelerando quella che viene definita ‘la quarta rivoluzione industriale’: il 96% dei CEO afferma infatti che la pandemia di COVID-19 ha accelerato enormemente le operazioni di digitalizzazione dei processi.

La tecnologia 5G promette di portare ancora nuove soluzioni in questo senso: Artificial Intelligence, nuove implementazioni della Internet of Things, automazione, realtà virtuale e utilizzo di droni porteranno innovazione e un grande avanzamento nei processi di produzione.

Sono queste alcune delle evidenze principali che emergono dalla survey ‘Global Manufacturing Outlook’, lo studio condotto da KPMG su circa 300 CEO di aziende industriali a livello globale.

Nuovi modelli di gestione della supply chain

I risultati della ‘Global Manufacturing Outlook’ evidenziano come i CEO manifatturieri stiano lavorando per migliorare la resilienza delle proprie organizzazioni, così da offrire una risposta rapida ed elastica alle incertezze e alla rapida evoluzione del mercato.

I temi emergenti sono la riduzione del rischio e i riequilibri delle filiere globali, già sotto forte tensione sulla scia delle controversie geopolitiche internazionali. Il 66% dei CEO intervistati afferma di aver dovuto ripensare la gestione delle proprie supply chain, nell’ottica di sviluppare modelli più agili e resilienti.

Le prime due misure sono state quelle di diversificare le proprie fonti di rifornimento e di affidarsi a collaboratori locali. Tuttavia, è improbabile che si tratti di un trend che si svilupperà a lungo termine: le imprese manifatturiere continueranno ad affidarsi anche a supply chain delocalizzate in paesi con costi di lavoro inferiori.

La conoscenza approfondita della filiera acquisisce sempre maggiore importanza. Tecnologie come blockchain e data analytics consentono di avere migliore visibilità lungo tutta la catena e di individuare in modo più rapido e preciso eventuali punti di debolezza.

Gestione dei talenti e dei valori aziendali

Un altro tema caldo riguarda la forza lavoro. I CEO valutano attentamente le difficoltà portate dal remote working e i rischi legati a modelli di gestione delle persone differenti.

L’impatto del lavoro da remoto richiede ai lavoratori di sviluppare nuove competenze per poter trarre il massimo dai nuovi strumenti a disposizione. Saranno importanti in quest’ottica il reskilling e il training continuo delle risorse, in modo tale da permettere alle persone di liberare il proprio potenziale produttivo.

Un’ulteriore complessità deriva dalla difficoltà di trasmettere da remoto i valori aziendali e mantenerli forti. L’86% dei CEO del settore manifatturiero afferma che il remote working ha portato grandi cambiamenti nelle modalità di trasferimento della cultura e dei valori aziendali, sia nei confronti delle persone già in azienda, sia – soprattutto – verso i nuovi talenti acquisiti. Il rafforzamento del legame tra i lavoratori e l’impresa diventa pertanto un obiettivo di fondamentale importanza per mantenere i propri collaboratori e rendersi attrattivi sul mercato del lavoro.

Inoltre, sempre maggiore rilevanza riveste il concetto di purpose. Soprattutto in questo momento di difficoltà globale, i lavoratori hanno apprezzato l’impegno delle organizzazioni per cui lavorano nei confronti della società. Questo ha molto colpito i CEO: il 79% dei rispondenti infatti ha riferito di aver messo al centro delle proprie priorità temi legati a ambiente, società e governance (ESG).

Global Manufacturing Outlook 2020: le principali evidenze

  • Riduzione del rischio e ristrutturazione della supply chain: i sistemi di approvvigionamento sono sotto forte stress in tutto il mondo, tra nuove guerre commerciali e il ritorno dei nazionalismi. Con la crisi ancora in corso, è fondamentale ridurre il rischio rafforzando gli investimenti locali e lavorando sulla competitività dei costi.
  • Tecnologia e innovazione: la crisi ha accelerato il processo di digitalizzazione del business, portando all’implementazione di nuovi modelli di produzione e di relazione con i clienti. Importante in questo senso investire nella propria presenza online e in servizi di cyber security.
  • Una nuova realtà di lavoro: le aziende devono fare i conti con la trasformazione dei modelli di gestione della workforce. Strumenti come il remote working e lo smart working hanno ampliato le potenzialità delle risorse, sempre meno legate al posto di lavoro fisico.