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L’informativa relativa ai rischi climatici

L’informativa relativa ai rischi climatici

Opportunità e rischi per le aziende italiane legati alla disclosure sui rischi climatici.

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Sustainability

La crescente attenzione verso il clima e i rischi collegati

Negli ultimi anni è aumentato considerevolmente il numero di eventi meteorologici catastrofici e di danni aggravati dal surriscaldamento globale ed è in costante crescita l’attenzione verso le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, a tutti i livelli della società.

Identificare, valutare e gestire i rischi e le opportunità legati ai cambiamenti climatici diventa quindi essenziale per assicurare la creazione di valore nel lungo periodo, al punto che le istituzioni e il mondo delle imprese hanno accelerato notevolmente gli sforzi normativi e le azioni per prevenire e gestirne gli effetti.

Il 2015 è stato l'anno di svolta per la lotta ai cambiamenti climatici, grazie all'adozione dell'Accordo di Parigi e all'avvio di iniziative quali la Task Force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) per l'identificazione dei rischi e delle opportunità relativi a tali cambiamenti sul sistema economico-finanziario. Nel 2020 otto dei dieci principali rischi identificati per impatto o probabilità dal World Economic Forum nel Global Risk Report sono riconducibili a fenomeni ambientali.

Anche gli Amministratori Delegati intervistati per lo studio KPMG ‘Global CEO Outlook 2019’ identificano i rischi ambientali e climatici al primo posto come minacce per la crescita. La consapevolezza sul ruolo determinante di aziende e investitori nel fronteggiare i rischi legati al climate change emerge anche dall’annuale lettera agli azionisti di Larry Fink, CEO della società di asset management BlackRock. Con un’importante presa di posizione, BlackRock ha annunciato che richiederà alle società in cui investe di evidenziare i rischi legati al clima in linea con i requisiti della TCFD e che voterà contro gli amministratori delle società che non pubblicheranno un’adeguata disclosure di sostenibilità.

L’informativa relativa ai rischi climatici fornita dalle aziende italiane

Nuove norme e linee guida richiedono alle aziende maggiore impegno e trasparenza rispetto alla gestione dei rischi e delle opportunità legati ai cambiamenti climatici nel breve e lungo periodo.

Lo studio KPMG ‘L’informativa relativa ai rischi climatici. Opportunità e rischi per le aziende italiane’ analizza un campione di 205 aziende italiane che rendicontano le informazioni di carattere non finanziario ai sensi del D.Lgs. 254/2016. Il rapporto approfondisce la gestione dei rischi climatici, con un focus particolare sulle aziende che hanno accolto le raccomandazioni della TCFD e hanno iniziato a rendicontare tali rischi nella propria documentazione assembleare o in report separati. L’analisi offre una panoramica di come le aziende italiane hanno iniziato ad affrontare questi temi e quali sono i principali rischi ed opportunità identificati.

Secondo quanto emerge dalle Dichiarazioni Non Finanziarie (DNF) delle aziende italiane analizzate, il tema delle emissioni e dei cambiamenti climatici si conferma di particolare rilevanza, con il 66% del campione che lo include tra i temi materiali, seguito dalla gestione dei consumi energetici (58% del campione). Questa attenzione agli impatti ambientali generati o subiti si riflette anche nell'identificazione e gestione dei rischi ambientali da parte delle aziende.

Al fine di monitorare le proprie performance e i propri impatti, le aziende hanno aumentato, rispetto allo scorso anno, la propria trasparenza in termini di emissioni. Il 91% delle aziende del campione analizzato rendiconta le proprie emissioni dirette (Scope 1), l'87% riporta i dati relativi alle proprie emissioni indirette da consumi energetici (Scope 2), mentre solo il 28% rendiconta le altre emissioni indirette (Scope 3).

Sebbene, quindi, le aziende italiane abbiano iniziato a prendere coscienza e monitorino i propri impatti ambientali, c’è ancora un gap da colmare, ovvero la gestione degli impatti indiretti e dei relativi rischi, legati ad esempio alla propria catena di fornitura e alla catena del valore dell'azienda, a monte e a valle. Parlando di cambiamenti climatici e rischi futuri, sarà quindi essenziale che le aziende inizino a valutare la propria strategia e resilienza secondo una visione più estesa, che includa l'intera area di influenza delle proprie attività.

Una maggiore conoscenza dei propri impatti e della propria esposizione a rischi e opportunità climatiche consentirà alle aziende di poter valutare in modo sempre più accurato gli impatti attuali e potenziali e, di conseguenza, di poter sviluppare strategie di mitigazione e adattamento adeguate.

L’importanza di coinvolgere il top management nella lotta al climate change

Data l'entità degli effetti dei cambiamenti climatici sulle strategie e i modelli di business aziendali, è importante che i Consigli di Amministrazione e il top management aziendale siano informati e ricoprano un ruolo attivo nella definizione delle strategie per affrontare correttamente la transizione e per gestire correttamente rischi ed opportunità futuri.

Le strategie e performance delle aziende dovrebbero essere inserite, secondo le raccomandazioni della TCFD, all'interno dei report finanziari esistenti per assicurarsi che l'informazione raggiunga gli investitori e gli stakeholder e per incoraggiare l'integrazione dell'analisi dei rischi climatici all'interno dei modelli di gestione del rischio correnti.

Quanto rendicontato finora va nella direzione di maggior trasparenza sulle performance delle organizzazioni, tuttavia alle aziende è richiesto uno sforzo maggiore per la quantificazione degli impatti finanziari dei rischi identificati, nonché delle opportunità. Inoltre, lo sforzo di identificazione dei rischi deve includere in modo sempre più sistematico tutti i rischi e le opportunità legate alla catena di fornitura e testare la resilienza della strategia aziendale agli scenari climatici.

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