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La cartolarizzazione delle non-performing exposure

La cartolarizzazione delle non-performing exposure

Il quadro regolamentare vigente e il parere della vigilanza

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Lo scorso 23 ottobre la European Banking Authority (EBA) ha pubblicato un’opinion sul trattamento regolamentare delle cartolarizzazioni dei crediti deteriorati. L’intervento dell’EBA mira a risolvere alcune criticità emerse nell’applicazione del nuovo Securitisation Framework alle cartolarizzazioni di non-performing loan, che possono ridimensionare il ruolo di primaria importanza che queste transazioni possono avere nel miglioramento della qualità degli attivi delle banche.

Il Securitisation Framework

Le regole attinenti alle operazioni di cartolarizzazione sono incluse nel Regolamento UE n. 575/2013 (‘Capital Requirements Regulation’ o ‘CRR’), emendato e integrato con i Regolamenti (UE) 2017/2401 e 2017/2402. Mentre il Regolamento 2402 definisce un framework specifico per le cartolarizzazioni STS (Simple, Transparent and Standardised) e mira ad armonizzare alcune disposizioni a livello europeo (come ad esempio gli obblighi in materia di due diligence), il Regolamento 2401 modifica il CRR definendo un nuovo quadro regolamentare in materia di cartolarizzazioni (‘Securitisation Framework’), che supera quello precedente, tenendo conto delle lezioni impartite dalla crisi finanziaria. In particolare, l’elemento distintivo del nuovo Securitisation Framework è rappresentato dall’affievolimento del legame tra i rating assegnati dalle agenzie alle tranche ed i relativi requisiti patrimoniali, oggi calcolati internamente dalle banche ogni volta che sussistono le informazioni necessarie allo scopo. 

Criticità del Securitisation Framework per i crediti non-performing

Nel suo parere, l’EBA muove dalla constatazione che il Securitisation Framework è concepito per le cartolarizzazioni di crediti performing, dove il profilo di rischio del pool di underlying asset è guidato dall’effetto combinato di Probabilità di Default e Loss Given Default. Di converso, nel caso dei crediti non-performing il profilo di rischio dipende esclusivamente dai recuperi ed è, quindi, influenzato dal rischio di errata valutazione dei collateral e da quello di una scarsa performance del servicer nel processo di workout.

Requisiti patrimoniali

Un primo tema evidenziato dall’EBA riguarda l’eccessivo capital charge derivante dall’applicazione dei metodi SEC-IRBA e SEC-SA relativamente alle tranche senior, tipicamente ritenute dalle banche originator. Questa problematica è riscontrabile anche nel calcolo dei cap ai requisiti patrimoniali derivanti dalle cartolarizzazioni. Si tratta di distorsioni che rischiano di compromettere il corretto funzionamento del mercato delle esposizioni deteriorate. Pertanto, per entrambi i temi l’EBA suggerisce alcune possibili soluzioni. 

Risk retention rule

Secondo il framework vigente, la risk retention rule può essere applicata secondo diverse modalità: una applica la regola sul valore nominale delle tranche emesse, le altre fanno riferimento al valore nominale delle esposizioni cartolarizzate. Dato che questi valori tendono a essere differenti nel caso di cartolarizzazioni di crediti non-performing, questa discrasia può condurre a delta significativi.

L’EBA suggerisce, inoltre, di ampliare la lista di parti a cui la risk retention rule si applica, dato che altri attori potrebbero avere un interesse significativo nella transazione.

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