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La sostenibilità entra nei board con l’obbligo di rendicontazione dell’informativa extra-finanziaria

La sostenibilità entra nei board

Lo studio di KPMG e Nedcommunity sugli impatti della normativa, con un confronto anche con altri paesi europei.

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Survey DNF

L’obbligo di rendicontazione dell’informativa extra-finanziaria (o non finanziaria) a partire dagli esercizi chiusi al 31/12/2017 è stato introdotto, per alcune tipologie di imprese, dall’emanazione del Decreto Legislativo 254/2016, che attua la Direttiva 2014/94/UE.

Lo studio ‘Informativa extra finanziaria: Survey sul secondo anno di applicazione del D.lgs. 254/2016 –2019’, condotta da KPMG e Nedcommunity, indaga gli impatti della normativa, con un confronto anche con altri paesi europei.

L’analisi KPMG e Nedcommunity sul secondo anno di applicazione del Decreto Legislativo 254/2016

L’analisi di KPMG e Nedcommunity, condotta su un campione di 205 aziende di differenti settori, ha riguardato diversi aspetti della rendicontazione, sia di carattere generale, come le scelte di collocazione e la struttura del documento di rendicontazione, sia di carattere più tecnico, come le politiche praticate e i rischi identificati.  Nell’esaminare i singoli documenti pubblicati sono stati analizzati i principali trend evolutivi di questo importante momento di cambiamento della rendicontazione non finanziaria, con l’obiettivo di identificare quali siano state le principali scelte intraprese dalle aziende in tale contesto. 

Le imprese e l’obbligo di Dichiarazione Non Finanziaria: la governance, le metodologie e i temi più rilevanti

Lo studio ‘Informativa extra finanziaria: Survey sul secondo anno di applicazione del D.lgs. 254/2016 –2019’ evidenzia un percorso di progressiva integrazione della sostenibilità nei processi decisionali. All’interno del campione analizzato, il 36% delle società ha demandato le responsabilità dei temi ESG a un comitato endoconsiliare. Una fotografia che, se comparata all’anno precedente, rivela una presenza di comitati di tipo endoconsiliare con responsabilità in ambito ESG quasi raddoppiata. È importante notare come oltre 100 aziende non abbiano ancora formalizzato la propria governance rispetto a questi temi.

La maggiore integrazione a livello di organi di governo si riflette positivamente su tutti i processi di pianificazione e gestione dei temi ESG, delineando un generale percorso virtuoso guidato da un gruppo significativo di best practice che tende alla definizione di approcci strategici integrati. Dalla ricerca emerge, infatti, una crescita sostenuta (+90%) rispetto al 2017 dei Piani di Sostenibilità formalizzati e strutturati (di cui il 12% integrato con il Piano Industriale), che tuttavia riguarda solo il 22% delle aziende analizzate. Inoltre, il 53% delle società facenti parte del campione dichiara di aver implementato un sistema di identificazione e gestione dei rischi integrato, che include anche quelli di natura non finanziaria, con un aumento del 23% rispetto al 2017.

L’analisi evidenzia come a fronte di un gruppo di aziende best practice che sta progressivamente integrando la sostenibilità all’interno dei propri processi gestionali, un numero ancora significativo di aziende considera il reporting non finanziario solamente come un obbligo di compliance normativa e non come potenziale vantaggio competitivo.

Tra le principali evidenze emerse si conferma la scelta della aziende di tenere la Dichiarazione non finanziaria separata dall’informativa finanziaria, con un 80% di Dichiarazioni in forma distinta o parte separa del fascicolo dell’Annual Report.

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