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KPMG – The Frame

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Human Innovation – Idee per nuove leadership, leader per nuove idee

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L’evento ‘The Frame: Human Innovation’, organizzato da KPMG e L’Economia del Corriere della Sera, è stata l’occasione per discutere del ruolo del capitale umano nell’era della trasformazione digitale e riflettere sui nuovi modelli di leadership e sulle responsabilità dei leader nei confronti non solo del business, ma anche dell’intera società.

Manca: uscire dalla comfort zone dell’emergenza

Secondo Daniele Manca, Vicedirettore del Corriere della Sera e moderatore dell’evento, in Italia si deve uscire dalla comfort zone dell’emergenza, puntando su nuovi frame, primo fra tutti la human innovation, ovvero la centralità e la valorizzazione dell’essere umano nell’epoca della tecnologia. Perché l'Italia è leader mondiale dell'innovazione.

Descalzi: innovare significa anticipare e cambiare direzione

Le competenze umane rimarranno fondamentali per il progresso della società, secondo Claudio Descalzi. L’Amministratore Delegato di ENI ricorda come nessun prodotto di Intelligenza Artificiale può immaginare un futuro diverso, che vada in una direzione inedita. Questo salto, la capacità di anticipare e cambiare direzione, è prerogativa dell’essere umano. Per questo, in un periodo di incertezze come quello attuale, è necessario massimizzare le competenze degli individui. In sintesi, per Descalzi, l’innovazione è un atto di fede e un atto d’amore.

Taddeo: etica e AI

Per la prima volta nella storia, come ricorda Mariarosaria Taddeo, Researcher Fellow presso l’Oxford Internet Institute e Deputy Director del Digital Ethics Lab, abbiamo macchine che sono agenti autonomi, in grado di interagire con l’ambiente e di imparare. Si tratta di un grande cambiamento concettuale, di un nuovo modo di relazionarsi con la tecnologia, che richiede una nuova etica, capace di guidare lo sviluppo in modo da dare al futuro la forma che desideriamo, perché la tecnologia e il modo in cui la usiamo ridefiniscono la società in cui viviamo.

Verona: l’innovazione sta nelle idee

Quello attuale è un momento di cambiamento straordinario di cui, secondo Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi, non abbiamo ancora compreso fino in fondo la portata. Nel futuro l’innovazione sarà sempre meno legata alle tecnologie e sempre più alle idee, che richiedono la capacità di capire il presente e immaginare il futuro.

Caio: scopi futuri all’altezza dei mezzi tecnologici

Questo cambiamento determinerà anche un nuovo modo di essere leader. Francesco Caio, Presidente di SAIPEM, afferma che la leadership ha la responsabilità di definire un futuro credibile. Il futuro deve essere all’altezza dei mezzi che abbiamo, mentre oggi c’è un’asimmetria tra la potenza dei mezzi tecnologici e la pochezza dei fini che l’uomo si pone come obiettivo.

Poggio: accountability dell’uomo in epoca tecnologica

I leader devono riuscire a stimolare un senso di accountability all’interno delle organizzazioni in cui operano. Per Monica Poggio, Amministratrice Delegata di Bayer, la responsabilità individuale è l’antidoto alla passività, che è un rischio crescente con l’aumentare della pervasività delle nuove tecnologie.

Bentivogli: tecnologia specchio di chi la progetta

Le innovazioni tecnologiche portano con sé i valori di chi le progetta. È in questo modo che Marco Bentivogli, Segretario Generale FIM CISL, riafferma la centralità dell’essere umano e la sua insostituibilità. Gli algoritmi infatti non possono replicare il pensiero laterale, strategico e valoriale proprio dell’uomo. Inoltre, la tecnologia non rappresenta una minaccia per i lavoratori, ma, anzi, è proprio l’assenza di tecnologia a ridurre le nuove opportunità di lavoro.

Passera: le nuove potenzialità portano nuove responsabilità

Nella trasformazione digitale c’è dunque un tema di responsabilità. Ed è proprio con il concetto di responsabilità che Corrado Passera, Amministratore Delegato di Illimity Bank, chiude l’evento ‘The Frame: Human Innovation’. Una responsabilità che deve evolvere e andare oltre l’ambito personale e aziendale, estendendosi anche sul piano sociale. È necessario chiedersi: ‘Se la mia azienda sparisse oggi, la società starebbe meglio, peggio o sarebbe indifferente?’.

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