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Nuovi modelli di leadership per tornare a crescere

Nuovi modelli di leadership per tornare a crescere

I due terzi dei CEO intervistati nella Global CEO Outlook 2019 di KPMG dichiara che la propria azienda rischia di sparire entro cinque anni, se non cambia radicalmente il modello di business.

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Domenico Fumagalli

Senior Partner, KPMG Italy

KPMG in Italy

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Global CEO Outlook 2019

I risultati della ‘Global CEO Outlook 2019’ di KPMG

I CEO sono ad un bivio. O cambiano il modello di business oppure le loro aziende rischiano di sparire dal mercato. Per il 71% degli amministratori delegati la crescita dipende dalla capacità di mettere in discussione l’esistente, sfidando i valori e la cultura su cui spesso si è fondato il successo di un’organizzazione. Occorre reinventare i modelli operativi e rivisitare il modo in cui l’azienda crea valore. Per fare tutto questo serve un nuovo modello di leadership.

C’è la consapevolezza che non è più possibile difendere la propria posizione facendo leva sulla dimensione o su storiche rendite di posizione. Oggi, le leadership devono uscire dalla propria comfort zone. Serve un nuovo atteggiamento per definire modelli originali di partnership, strategie alternative di M&A o per riqualificare le competenze.

Sono queste alcune evidenze dellaGlobal CEO Outlook 2019’ di KPMG, una ricerca condotta su 1.300 amministratori delegati di 11 tra le principali economie a livello globale, tra cui l’Italia.

Gli amministratori delegati indicano i cambiamenti climatici come il rischio ‘numero uno’

L’effetto ‘Greta’ si fa sentire non solo a livello politico, ma anche nel mondo del business. I CEO vedono nei cambiamenti climatici il più grande rischio per la crescita aziendale. Secondo i risultati della ‘Global CEO Outlook 2019’ di KPMG, per la prima volta, in cinque anni, il cambiamento climatico è in cima alla lista delle preoccupazioni dei business leader, superando i rischi tecnologici, operativi e geopolitici, rispetto al ranking dello scorso anno. Questo richiede l’elaborazione di nuovi modelli di risk management in grado di intercettare le discontinuità regolamentari e legislative legate alla tutela dell’ambiente.

Per innovare serve la cultura del fail-fast

Per l’84% degli amministratori delegati è importante adottare la cultura del fail-fast, vale a dire apprendere rapidamente dai fallimenti. Di fatto però, secondo i risultati della ‘Global CEO Outlook 2019’ di KPMG, solo il 56% afferma che questo tipo di cultura è realmente presente nella propria organizzazione. Per questo, otto amministratori delegati su dieci, stanno provando a modificare lo ‘status quo’, rinnovando la loro prima linea manageriale. 

Cyber e Intelligenza Artificiale tra le priorità degli amministratori delegati

La sicurezza informatica continua ad essere tra le priorità dei CEO. Per la maggioranza di essi (71%) una solida strategia in tema di cyber security è fondamentale per ottenere la fiducia degli stakeholder. La sicurezza delle informazioni si conferma sempre di più come un fattore chiave della strategia sull’innovazione e una fonte di vantaggio competitivo. Sono invece ancora pochi gli investimenti in Intelligenza Artificiale. Solo il 16% dei capi azienda dichiara di aver implementato tecnologie per l’automatizzazione dei processi

L’M&A per acquisire nuove competenze digitali

Per molti CEO, l’M&A è da sfruttare anche come opportunità per il reskill aziendale ed in particolare per aggiornare e riqualificare le competenze digitali dell’organizzazione. Una strategia di M&A proattiva è nell’agenda dell'84% dei CEO, che dichiara una propensione medio-alta per l’M&A di aziende innovative nei prossimi tre anni come leva per acquisire più rapidamente nuove competenze in ambito digitale.

La necessità di riqualificare il personale

Secondo i risultati della ‘Global CEO Outlook 2019’ di KPMG, ad oggi la maggioranza dei CEO ha privilegiato gli investimenti in tecnologie (68%), piuttosto che sviluppare programmi di riqualificazione della forza lavoro (solo il 32% dichiara di averli realizzati); è sempre più diffusa la consapevolezza che per creare l’apprendimento continuo non serve solo l’infrastruttura tecnologica, ma bisogna soprattutto mettere le persone nella condizione di approfittare dei vantaggi dell’innovazione con robusti investimenti in formazione. Questo richiede un nuovo ruolo strategico delle risorse umane sempre più coinvolte nei programmi di cambiamento.

 

In sintesi, i risultati della ricerca KPMG ‘Global CEO Outlook 2019’ indicano chiaramente che siamo entrati in una nuova era di leadership. Serve un profilo di CEO in grado di creare organizzazioni resilienti e agili, dove si possono sperimentare nuove idee senza pregiudizi. Dove i dati e le informazioni circolano liberamente ai diversi livelli organizzativi secondo un modello di connected enterprise che permette di anticipare i fabbisogni del mercato. Solo in questo modo si possono creare le condizioni per una nuova stagione di crescita.

Sono queste le principali evidenze dellaGlobal CEO Outlook 2019’ di KPMG, il sondaggio condotto, tra lo scorso gennaio e febbraio, su 1.300 amministratori delegati di 11 delle principali economie a livello globale (Australia, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Spagna, UK e US), in 11 settori chiave (asset management, auto, banche, assicurazioni, consumer e retail, energia, infrastrutture, life science, industria e manifattura, tecnologia e telecomunicazioni). Per l’Italia hanno partecipato 50 amministratori delegati.

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