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I trend globali dell’Asset Management

I trend globali dell’Asset Management

Il 2019 sarà un anno ricco di sfide per il settore dell’asset management, ma non mancano segnali positivi.

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Giulio Carlo Dell'Amico

Partner, KPMG Advisory

KPMG in Italy

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I trend globali dell’Asset Management

Uno scenario incerto, ma che offre buone opportunità agli asset manager

I primi mesi del 2019 sono stati caratterizzati da una significativa ripresa dei mercati finanziari, dopo un 2018 particolarmente negativo. Lo scenario atteso presenta tuttavia una forte instabilità. L’incertezza del quadro macroeconomico, gli elevati rischi geopolitici e i dubbi legati all’esito della Brexit sono solo alcuni degli elementi che influenzano le scelte degli investitori in questa fase. Un contesto così variabile pone sfide importanti per il settore dell’asset management, ma offre anche interessanti opportunità.

Nonostante l’incertezza del commercio internazionale, la Cina rappresenterà nel prossimo futuro un mercato molto interessante per gli investitori. Il tema della sostenibilità potrebbe avere notevoli impatti sul portafoglio di investimento degli asset manager, con standard e regole più definiti. La tecnologia sarà un elemento di disruption per il settore, consentendo agli asset manager di creare valore per il cliente attraverso l’utilizzo di strumenti innovativi.

KPMG ha individuato i dieci principali trend che influenzeranno maggiormente il settore dell’asset management nel 2019.

1. In Cina aumenta la competizione

Il 2019 sarà un anno di fermento per il settore dell'asset management in Cina. Sul fronte interno, gli operatori domestici sperimenteranno un inasprimento della concorrenza e un incremento della spinta all’innovazione. Le nuove regole relative alle modalità secondo cui le banche cinesi gestiscono i patrimoni dei clienti e i recenti sforzi per stimolare il mercato azionario dovrebbero avere impatti significativi sul contesto di riferimento.

Alla luce del rallentamento registrato dall'economia cinese, questi elementi potrebbero rappresentare un fattore critico per i player stranieri. Tuttavia, lo scenario si rivelerà interessante per gli operatori in grado di portare sul mercato una proposta più orientata al consumatore e abilitata dall’innovazione digitale. Anche gli ownership requirement per gli asset manager esteri sono cambiati e questo sta creando nuove opportunità per molti player del mercato. Per il 2019 si prospettano nuovi annunci di partnership tra i più grandi brand globali e i leader tecnologici cinesi.

2. Il mercato del private equity continua a crescere

Nelle Americhe e in Europa, il 2018 è stato un anno molto positivo per il mercato del private equity, con volumi di buyout in crescita e ai massimi storici. La fiducia degli investitori rimane solida e il fundraising si conferma su livelli elevati, anche se al di sotto dei valori record registrati nel 2017. Lo stock di fondi pronti per supportare gli investimenti si conferma ai massimi storici. Nell’area Asia Pacific, invece, il numero di deal negli ultimi anni è cresciuto meno che proporzionalmente rispetto all’eccezionale incremento del fundraising. Nonostante la crescente consapevolezza nella Regione legata all’importanza dell’utilizzo dei fondi di private equity come fonte di finanziamento, ancora molto deve essere fatto per aumentare la diffusione di questo strumento, in particolare per i deal più grandi.

I prezzi sul mercato continuano ad essere elevati e questo potrà rappresentare un problema per gli operatori. I private equity, infatti, dopo aver beneficiato dei prezzi elevati per chiudere le posizioni aperte in fase di crisi finanziaria, si trovano oggi ad operare in un nuovo scenario.

Con condizioni di mercato come quelle attuali, i private equity dovranno individuare strategie innovative e ‘creative’ per costruire i propri portafogli e per creare maggior valore, anche grazie ad un maggiore utilizzo delle tecnologie digitali e dei Big Data. Il modello di investimento dei private equity ha permesso a questi operatori di ottenere una sovra-performance rispetto alle altre asset class e, anche in condizioni di mercato complesse, si prevede che questa tendenza continui nel 2019.

3. La sostenibilità diventa un parametro di scelta

Negli ultimi anni, le priorità di Environmental, Social and Governance (ESG) hanno assunto un’importanza crescente nell'agenda del settore dell’asset management. Ci si attende che questa tendenza venga confermata attraverso iniziative concrete, alla luce del fatto che i regulator hanno iniziato a definire più chiaramente i requisiti per il settore.

In alcuni casi si sta già lavorando per creare tassonomie standardizzate e requisiti di disclosure. Molti operatori stanno valutando come ingaggiare e comunicare questi aspetti ai clienti finali, per tenere conto delle preferenze ESG dei loro clienti nelle scelte di investimento. Si prevede che molti operatori si concentreranno maggiormente sull'integrazione degli ESG data point nei loro processi di investimento e nel client reporting.

4. L’innovazione tecnologica crea valore

Nel 2019 la tecnologia abiliterà nuovi livelli di servizio per gli asset manager, consentendo di aumentare agilità, efficienza e valore. In alcuni casi l’innovazione tecnologica avrà come punto di partenza l’abilitazione di strumenti base di cloud che rappresentano un requisito digitale fondamentale per soddisfare le aspettative dei clienti di oggi.

Gli operatori leader svilupperanno una roadmap e strategie di execution che favoriscano una migliore integrazione tra back, middle e front office. Questo consentirà di rendere molto più fluidi i processi aziendali, eliminando eventuali blocchi, di ottimizzare l’utilizzo delle tecnologie e di eliminare le ridondanze, portando a notevoli vantaggi competitivi.

5. Gli ambiti regolamentari si ampliano

Il settore del risparmio gestito continuerà ad osservare una crescita del controllo regolamentare, in particolare in relazione al rischio sistemico e alla protezione degli investitori.

Si prevede una crescente attenzione, da parte delle autorità regolamentari, dei governi e degli investitori, su tematiche non finanziarie. Tra i temi di maggiore interesse, l’incremento della diversity all'interno dei Board, l’aumento della disclosure riguardo al tema della sostenibilità e gli impatti dell’innovazione digitale sul settore.

6. Aumentano gli investimenti in infrastrutture

Negli ultimi anni, con lo scopo di diversificare gli investimenti effettuati, un numero crescente di gestori di fondi ha iniziato ad investire direttamente in infrastrutture, ad esplorare mercati non-core come l'Europa dell'Est e l’Asia, nonché ad ampliare la definizione di ‘infrastructure asset’, includendo, ad esempio, case di cura, data center e asset legati al mondo delle telecomunicazioni ed all’energia.

Si prevede che molti fondi che investono in infrastrutture si concentreranno sull’aumento delle competenze e dell’esperienza in questi ambiti, anche attraverso l’implementazione di modelli avanzati per la selezione degli asset su cui investire, basati su Data Analytics e sull’analisi e pianificazione dei possibili scenari. Un solido piano di comunicazione agli investitori sarà fondamentale per accreditarsi nei confronti di una clientela che vuole essere sempre più informata riguardo alle strategie di investimento.

7. Gli investitori immobiliari puntano sui dati

Quest’anno ci si aspetta un maggiore focus sui dati e sulle tecnologie di analisi dei dati. Gli investitori non baseranno più le proprie decisioni solo sull’esperienza e sulla conoscenza del mercato, ma costruiranno le proprie scelte d’investimento in ambito immobiliare su strumenti e processi decisionali basati sui dati.

Le innovazioni tecnologiche avranno notevoli impatti sui modelli di business degli operatori, consentendo di gestire in modo più efficiente le scelte di investimento, di individuare tempestivamente nuovi trend e di identificare nuove fonti di vantaggio competitivo. Le aziende di asset management sfrutteranno i dati in loro possesso per migliorare l’efficienza operativa e per ottenere rendimenti più elevati.

8. Gli investitori istituzionali sviluppano nuove strategie di comunicazione

In un contesto caratterizzato da protezionismi e nazionalismi, per molti investitori istituzionali risulta sfidante investire in alcuni mercati esteri, soprattutto quando si tratta di investimenti in attività infrastrutturali.

In risposta a questo contesto, è ragionevole aspettarsi che alcuni investitori istituzionali inizino a comunicare direttamente al pubblico ed a dialogare maggiormente con regolatori e governi per illustrare i benefici derivanti dai loro investimenti.

9. Il mercato degli ETF diventa più ‘attivo’

Il mercato degli ETF continua a mostrare forti segnali di crescita e molti asset manager stanno iniziando ad utilizzare gli ETF come una parte importante della propria offerta digitale.

Fino ad oggi, il mercato degli ETF è stato in gran parte dominato dagli strumenti a gestione passiva. Quest’anno ci si aspetta che alcuni player più ‘attivi’ entrino sul mercato degli ETF. Questo porterà ad un incremento della diffusione degli ETF a gestione attiva, con l’obiettivo dichiarato di generare un extra-rendimento rispetto al benchmark di riferimento, e all’offerta di prodotti sempre più specialistici. Una cosa è chiara: il mercato degli ETF è ad un punto di svolta e le opportunità degli asset manager di avere un ruolo più attivo sono tante.

10. I wealth manager adottano nuovi modelli

Le prospettive di crescita dell’area wealth management sono ampie, trainate dall'aumento dei livelli di ricchezza privata e dalla crescente necessità di forme integrative di risparmio pensionistico. Tuttavia, se da un lato la domanda di questa tipologie di servizi rimane elevata, dall’altro, almeno nel breve termine, le sfide legate all’incertezza e alla volatilità dei mercati potrebbero impattare sul sentiment degli investitori.

Se si guarda al lungo periodo, si prevede che il settore del wealth management inizierà a ripensare i propri modelli di business ed operativi per trarre vantaggio dalle nuove opportunità digitali e per rispondere alla crescente domanda di maggiore trasparenza. Nuovi modelli digital-first e ibridi si diffonderanno sempre di più e se non avranno effetti dirompenti nel settore, alzeranno di sicuro il livello di customer experience e di efficienza e, dunque, aumenteranno la concorrenza del settore.

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