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Geopolitica e business

Geopolitica e business

La geopolitica diventa un driver delle strategie aziendali

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Domenico Fumagalli

Senior Partner, KPMG Italy

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Geopolitica e business

Venezuela, guerra commerciale tra Usa e Cina, Brexit, Bolsonaro, Turchia, attacchi cyber. Le aziende oggi si trovano ad operare in un contesto politico internazionale quanto mai complesso. Di sicuro il più incerto e volatile dalla fine della seconda Guerra Mondiale. Se in passato gli equilibri politici erano frutto di scelte di compromesso con tempi di gestazione lunghi e delicate attività diplomatiche, oggi la politica è ‘istantanea’ e riflette sempre più spesso gli ‘umori’ contingenti e logiche di ricerca del consenso.

Secondo la ‘KPMG CEO Outlook Survey’, uno studio condotto a livello globale su un campione di 1.300 CEO delle principali aziende multinazionali del mondo, il riemergere di nazionalismi e protezionismi è considerato la principale minaccia per la crescita dei prossimi 3 anni. È la prima volta che un fattore geopolitico è in cima all’agenda del business. 

Dopo gli anni del ‘Washington Consensus’, dell’idea del mondo piatto, della democrazia liberale come unico modello di riferimento, siamo entrati in un’era multipolare, dove manca una chiara leadership globale. Quali impatti si possono immaginare come conseguenza del nuovo ‘disordine’ globale?

Compliance, supply chain e nicchie

A seguito dell’affermarsi di politiche protezionistiche, uno dei possibili impatti negativi per il mondo delle imprese è la crescita dei costi di compliance come conseguenza di una progressiva divergenza tra la regolamentazione dei diversi paesi. Si tratta di una tendenza nuova rispetto ai processi di convergenza degli ultimi 20 anni che hanno trovato espressione nelle grandi piattaforme multilaterali globali. Un altro possibile effetto è la possibile riconfigurazione delle catene di fornitura delle grandi aziende globali.  Se finora, grazie agli accordi sul libero scambio di merci e capitali, le multinazionali avevano costruito parte dei loro profitti anche grazie agli arbitraggi sulle catene del valore, localizzando le produzioni nei paesi a basso costo del lavoro, in futuro è probabile immaginare che le aziende debbano ripensare questo modello riconfigurando le loro supply chain. Questo potrebbe determinare anche parziali processi di rilocalizzazione produttiva, che è poi la linea promossa dalla politica ‘America First’ di Trump.

Se si guarda invece alle opportunità, in questo nuovo scenario si possono aprire anche mercati di nicchia ed emergere nuove fasce di clientela da raggiungere e soddisfare. Quindi, per le imprese che sapranno essere flessibili, possono aprirsi nuove opportunità di ricavi. 

Risk Management

Vista l’interdipendenza tra politica e business, la geopolitica deve entrare nei c.d.a. come una variabile determinante nelle strategie aziendali. L’amministratore delegato deve diventare il ‘capo geopolitico dell’azienda(chief geopolitical officer). Questo significa dotarsi di staff e di modelli avanzati di risk management per avere un quadro delle minacce e delle opportunità, sia nei paesi dove l’impresa è già presente, sia in quelli dove intende valutare opportunità d’investimento. 

Per avere il polso della situazione sull’esposizione dell’azienda rispetto agli avvenimenti geopolitici servono analisi di stress test di geopolitica sulla strategia e sulle attività pianificate. Ad esempio, potenzialmente tutte le aziende potrebbero essere pesantemente impattate da un’interruzione della rete dei trasporti e delle comunicazioni, uno scenario anche piuttosto verosimile in un contesto di aumentata tensione geopolitica. Un altro esempio è costituito dalla necessità di effettuare stress test approfonditi prima di effettuare acquisizioni all’estero. Si tratta di prendere in considerazione la capacità di resilienza dell’azienda ai possibili scenari geopolitici sotto tre profili: finanziario, di business e operativo.

Le tecnologie e i Big Data possono aiutare i processi decisionali dei capi azienda anche su questi temi. La disponibilità di predictive analysis può fare la differenza, ad esempio, nell’orientare investimenti M&A fornendo degli insight sui possibili scenari nei diversi paesi.

In sintesi, il rischio geopolitico deve essere incluso a tutti gli effetti nel raggio d’azione del risk management aziendale, insieme agli altri ‘nuovi’ rischi come il cambiamento climatico e la sicurezza informatica. La capacità di gestire le opportunità e le minacce derivante dal nuovo assetto geopolitico globale sarà uno dei grandi temi di management del XXI secolo. 

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