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Il Tax Control Framework

Il Tax Control Framework

Un mix di tecnologie e processi per ridurre i rischi fiscali

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Luca Nobile KPMG

Executive Senior Advisor, Studio Associato - Consulenza legale e tributaria (KPMG)

KPMG in Italy

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I responsabili della funzione fiscale delle imprese vorrebbero avere più risorse a disposizione per fare investimenti in tax technology e per realizzare l’automazione di delle attività di compliance. Lo rivela uno studio internazionale KPMG condotto su 400 tax manager. Entrambe le scelte convergono sulla necessità crescente delle imprese di implementare sistemi di monitoraggio, controllo e mitigazione dei rischi fiscali, integrandoli in un complessivo sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (SCIGR). È sempre più avvertita l’esigenza di un approccio di tipo professionale alle tematiche di risk management, un approccio nuovo che sappia rispondere anche alle sollecitazioni che provengono dalla funzione fiscale.

In un momento in cui la cultura della compliance aziendale è interpretata in modo sempre più estensivo, per le imprese diventa fondamentale dotarsi di strumenti adeguati a presidiare le fonti di rischio collegate alla funzione fiscale in quanto, potenzialmente, coinvolgono qualsiasi ambito di attività dell’impresa e che possono realizzarsi in danni patrimoniali e reputazionali di impatto rilevante.

Molte delle novità normative introdotte sia a livello italiano, come la fatturazione elettronica, o a livello europeo, come le norme di contrasto agli hybrid mismatch arrangements contenute nelle ATAD I e II o alle Mandatory disclosure rules previste dalla DAC 6, impongono alle imprese di assicurare la corretta gestione di adempimenti che presuppongono la predisposizione di specifiche procedure, di regole chiare per l’individuazione dei ruoli e delle responsabilità dei soggetti coinvolti e, non ultimo, l’attenta verifica del rispetto delle une e delle altre.

Il ‘Tax Control Framework’ per monitorare e minimizzare i rischi fiscali

Una risposta efficace alle sfide poste dai nuovi orizzonti della compliance potrebbe essere l’adozione di un efficace ‘Tax Control Framework’ che possa garantire un presidio costante su tutti i processi aziendali e non solo su quelli di carattere fiscale, in modo da consentire che le attività imprenditoriali siano condotte minimizzando il rischio di operare in violazione di norme di natura tributaria, o in contrasto con i principi o con le finalità dell’ordinamento. Per assolvere adeguatamente a queste funzioni, un Tax Control Framework deve articolarsi in un efficace sistema di rilevazione, misurazione, gestione e mitigazione dei rischi fiscali

La tecnologia per recepire velocemente le novità fiscali e assicurare adeguati livelli informativi al management

In questo contesto, il ruolo che gioca l’information technology è di fondamentale importanza per attività come:

  • la mappatura dei processi aziendali e la relativa associazione dei rischi fiscali inerenti;
  • la determinazione dell’entità dei rischi in termini quantitativi e qualitativi;
  • la gestione delle procedure di monitoraggio con le relative attività di testing.

Lo sforzo organizzativo richiesto in termini di risorse per predisporre un adeguato sistema di monitoraggio e controllo del rischio fiscale, e per la sua manutenzione, viene notevolmente mitigato dall’impiego di adeguati strumenti tecnologici

Un sistema di controllo del rischio fiscale come scelta strategica aziendale

Il clima di crescente sensibilità del mondo dell’impresa rispetto ai rischi (di carattere patrimoniale e reputazionale, connessi alla violazione di norme, regolamenti o anche codici etici ispirati a principi deontologici comunemente condivisi nei settori di appartenenza) è sintomatico di un decisivo mutamento della cultura aziendale in materia di risk management.

Date queste premesse, l’implementazione di un sistema interno di misurazione e controllo del rischio fiscale, anche a prescindere dall’accesso al regime di adempimento collaborativo, per ora limitato ad una platea ristretta di contribuenti forniti dei selettivi requisiti soggettivi previsti dalla norma, potrebbe rivelarsi una scelta strategica capace di generare un ‘vantaggio competitivo’ in termini di stabilità economica e patrimoniale attraverso la minimizzazione del rischiodi incorrere in sanzioni e perdite finanziarie immancabile conseguenza della violazione di disposizioni tributarie.

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